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IL GRANO SARACENO IN PIEMONTE

 Dopo un primo anno di prova, si può dire che l'esperimento è riuscito, in quanto è raddoppiata la superficie coltivata a grano saraceno in provincia di Cuneo. La Coldiretti ha stretto un accordo con il Molino Tudori di Teglio, in Valtellina, che utilizza il grano saraceno per la produzione dei tradizionali pizzoccheri, simbolo del buon cibo di montagna.

Grazie alla consulenza tecnica di Coldiretti Cuneo, sui 100 ettari dedicati c'è stato un raccolto di 550 quintali di prodotto secco, salubre, senza residui chimici, che già da fine mese di gennaio 2021 saranno disponibili sugli scaffali della grande distribuzione.

La Granda è un luogo ideale per la coltivazione del grano saraceno, spiega la Coldiretti, in quanto si può coltivare come seconda coltura, dopo l'orzo e dopo il frumento tenero. Questa cultura richiede una buona lavorazione e umidità del terreno e un'attenta gestione delle erbe infestanti. In estate una bella fioritura estiva attira gli insetti che impollinano i fiori come api e bombi, insetti di grande importanza per la sopravvivenza del pianeta e la riproduzione delle piante.

Viene chiamato grano, ma si tratta in realtà di un'erba di cui si utilizza il frutto che è una spiga composta da chicchi triangolari e di colore bruno-grigio, ha un basso indice glicemico e tra le qualità del grano saraceno c’è anche quella di essere un alimento ricco di ferro, zinco e selenio e perciò molto utile per combattere il diabete.

Di solito viene coltivato nelle aree montane, come in Valtellina, per questo divenne l'ingrediente principale dei piatti come i pizzoccheri e la polenta taragna, eccellenza enogastronomica della valle.

Secondo il Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo Roberto Moncalvo, “si tratta di una filiera rispettosa dell’ambiente e attenta alle intolleranze alimentari, che risponde alle richieste di consumatori sempre più attenti alla salubrità e alla tracciabilità, consapevoli ed esigenti. Una filiera 100% Made in Italy che unisce la materia prima cuneese alla tradizione agroalimentare valtellinese, perché il nostro grano saraceno è utilizzato principalmente per produrre una specialità storicamente legata a quella regione, i pizzoccheri”.

“Il grano saraceno rappresenta una realtà economica interessante per il nostro territorio e apre nuove prospettive di reddito alle aziende agricole cuneesi, grazie ad un contratto di filiera vantaggioso a completamento del progetto Gran Piemonte che abbiamo lanciato la scorsa estate per il rilancio del frumento tenero locale. Anche nel 2021 ci impegneremo ad incentivare accordi virtuosi, capaci di assicurare la sostenibilità delle produzioni e prezzi di acquisto equi” commenta il Direttore di Coldiretti Cuneo, Fabiano Porcu.

FONTE: COLDIRETTI CUNEO

SARACENO

 

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