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Polizza su chi coltiva il grano

Il sistema assicurativo agevolato veicola risorse importanti per le imprese del territorio, però servono conoscenze e competenze per trovare le opportunità migliori per i soci. Sbloccati i pagamenti per migliaia di imprese per le scorse campagne.

Con l’obiettivo di fare il punto della situazione ed avere gli ultimi aggiornamenti sul settore, si è tenuto presso la Fiera di Ferrara, l’incontro organizzato da Coldiretti Ferrara e Bologna, con la presenza dei presidenti regionali e nazionali dei consorzi di difesa.

 

Sono questi enti oggi a gestire le importanti risorse che derivano da fondi comunitari e nazionali per le coperture assicurative contro le calamità, non solo quelle atmosferiche.

 

Di fronte ad una folta ed interessata platea, dopo i saluti dei presidenti di Coldiretti Ferrara (Sergio Gulinelli) e di Bologna (Antonio Ferro), è toccato al presidente della associazione regionale dei consorzi di difesa dell’Emilia-Romagna, Claudio Morselli, inquadrare l’importanza, anche in termini di movimentazionefinanziaria, che rappresenta il sistema assicurativo agevolato per le imprese agricole della regione, che risulta tra le più virtuose nell’accesso a questo strumento ed entità delle risorse pubbliche che arrivano alle imprese. “Sino ad oggi, le imprese agricole non sono state chiamate a pagare costi maggiori per le ritardate erogazioni dei contributi comunitari, grazie alle anticipazioni fatte da parte dei consorzi”.

 

Morselli, nel rilevare ulteriormente le opportunità assicurative, ha ricordato la copertura per lestrutture, oltre che le colture, e da ultimo il varo sia delle polizze “ricavo” per il cereali, sia sull’introduzione di diversi fondi mutualistici (ad esempio per i danni da cimice asiatica nei frutteti del modenese). Auspicando che alcune criticità del sistema trovino soluzione a breve, sia attraverso veresemplificazioni, sia con l’ausilio di strumenti e tecnologie innovative, ha quindi ceduto la parola al presidente di ASNACODI, Albano Agabiti, che dal suo osservatorio nazionale ha da un lato confermato le criticità esistenti, e dall’altro dato conto di quanto si stia lavorando, anche grazie al supporto di Coldiretti, per arrivare a normalizzare la situazione e far arrivare le risorse disponibili alle imprese agricole.

 

“Per quanto riguarda i piani assicurativi individuali 2015, abbiamo sistemato la gran parte delle situazioni ed il Ministero si appresta a far eseguire i pagamenti, in più tranche, a favore degli agricoltori. Contiamo di aver costruito una base sulla quale chiudere favorevolmente anche l’anno 2016, mentre per il 2017, ovvero le domande che si stanno predisponendo in questi giorni, siamo al lavoro ad ogni livello, sia nazionale che europeo per sciogliere alcuni nodi che rischiano tra l’altro di penalizzare proprio le imprese più dinamiche, ovvero le rese produttive, i nuovi insediamenti, gli impianti con varietà più produttive. Se in questi anni il sistema ha tenuto, dobbiamo darci però obiettivi più ambiziosi, allargando le opportunità per le imprese attraverso lo strumentoassicurativo. Crediamo ad esempio che la polizza ricavi per i cereali sia un utile test, da esportare anche per altri settori, in modo da rispondere alla calamità <crollo dei prezzi>, grave quanto se non di più di una grandinata e quindi insisteremo per renderla fruibile nei prossimi anni. Così come stiamo lavorando per l’abbassamento della soglia di danno e per rafforzare i sistemi mutualistici, così come è già stato ricordato si è iniziato a proporre in alcune realtà. La sfida è anche nel confronto con le compagnie assicuratrici, nella proposta di polizze innovative, a misura di azienda, e su un percorso che valorizzi il senso associativo nei consorzi di difesa.”

 

Nel chiudere l’incontro, il presidente di Coldiretti Emilia-Romagna Mauro Tonello, ha puntualizzato quanto l’eccesso di burocrazia possa essere un problema per tutti quanti, ma anche che non deve diventare un comodo alibi per addossare ogni colpa all’Europa o al Governo, dimenticando che anche sul territorio si possono prendere decisioni ed operare in un modo piuttosto che in un altro.

“Sul tema dei costi e dell’efficienza – ha ricordato – Coldiretti aveva proposto un progetto di unico consorzio regionale, capace di far risparmiare in ultima analisi alle imprese agricole circa un milione di euro all’anno, che è stato invece a livello locale osteggiato e non si è realizzato. È chiaro che di questo non si può certo imputare altri, così come di altre scelte che competono a livello locale e che possono alla fine dei conti fare la differenza, tra i costi delle polizze, le varie clausole, le modalità di perizia in caso di danno e tanto altro che prescinde dalla burocrazia ma che attiene al ruolo vero che si vuole e può giocare a favore delle imprese agricole sul tema assicurazioni. Motivo per cui abbiamo anche messo in atto un percorso di formazione per acquisire all’interno degli uffici Coldiretti la necessaria competenza per poter valutare assieme ai soci le polizze proposte e tutto il percorso che parte dalla stipula del contratto sino al corretto risarcimento, sollecitando che si adottino anchenuove tecnologie, come ad esempio le rilevazioni con i droni nei campi colpiti da calamità. Pensiamo quindi che la conoscenza sia un fattore determinante nel sistema, così come la trasparenza e la correttezza, per cui la “burocrazia buona” è utile ad evitare dispersione di fondi pubblici, mentre l’assenza di regole e controlli rischiano di favorire attività fuori dal contesto di legalità, con danni a tutte le imprese serie e corrette.

 

Le risorse in gioco sonoimportanti e non possiamo permetterci di rinunciarvi, mandando all’aria tutto il sistema, ma vogliamo fare in modo arrivino puntualmente a chi ne ha legittimamente diritto quale parte del proprio bilancio aziendale”.

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