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Agricoltura

  • Filiera agricola e decreto terremoto

    Dopo la forte scossa di domenica scorsa, il Consiglio dei ministri ha approvato, salvo intese, il decreto per far fronte all’emergenza terremoto.

  • FIMA. Feria de Saragozza

    Dal 16 al 20 Febbraio 2016, l'azienda Fissore sarà presente alla FIMA, la fiera interazionale dedicata alla meccanizzazione agricola di Saragozza (Spagna).

    La FIMA, giunta alla sua 39° edizione, è l'incontro mondiale del settore primarioincui vengono presentati presenta gli sviluppi che esistono oggi sul mercato agricoloin tutto il mondo e discute la linea di lavoro e di sviluppo per il futuro.

    Venite a trovarci al padiglione 11 Stan A 1-7.

     

     

  • Finanziamenti e PSR

    Per agricoltura biologica, integrata e altre certificazioni

  • Fissore snc è anche AGROITA

    Nato nel febbraio del 2014, il Consorzio AGROITA si compone oggi di nove aziendeproduttrici di macchine agricole. Al momento sono tutte piemontesi e l'azienda Fissore, oltre ad essere una di queste, vanta di avere uno dei due proprietari, Ivano, come Presidente del Consorzio stesso.

    AGROITA è nato con la mission di favorire e promuovere non solo i prodotti, ma anche tutti gli accessori e le attrezzature per l'agricoltura, il giardinaggio, il settore forestale, biomasse, la zootecnica, l'angroindustria e l'esportazione dei prodotti.

    Nove aziende e nove eccellenze, sia per la qualità dei prodotti che per la vocazione all'innovazione tecnologica, tema particolarmente importante e caro in questo periodo al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

    L'obiettivo, grazie alle caratteristiche dei prodotti, note in tutto il mondo agricolo, è diventare un ponte verso i mercati internazionali e soprattutto verso quelli emergenti. Come spiega il Presidente Fissore "Vogliamo essere il ponte verso i mercati internazionali e portare la nostra eccellenza, italianità e cultura della sostenibilità ambientale, culturale, finanziaria e geografica“.

  • Giornata italiana dell'agricoltura

    Fissore Giornata italiana dell'agricoltura

     

     

    Si celebra domani, 15 Settembre, la giornata italiana dell’agricoltura, iniziativa promossa dalla Coldiretti. Arriveranno in migliaia, da tutta Italia. Giovani, anziani, donne, uomini ma con una cosa in comune: sono loro che coltivano la terra e producono molti dei prodotti italiani d’eccellenza.


    Il raduno è previsto alle 9:30 di fronte al Media Center di Expo 2015.


    In un’apposita area espositiva saranno allestiti spazi rappresentativi delladiversificata realtà dell’agricoltura italiana, raccontata attraverso le storie e i volti dei veri protagonisti, che saranno al lavoro per far conoscere le proprie esperienze.


    Dall’agriwelnness alla moda, dall’agritata al wedding planner contadino, fino alle fattorie sociali, ma anche il ritorno di antichi mestieri, come il carbonaio o le nuove filandaie di lino o seta, e l’utilizzo nei campi di nuove tecnologie come i droni. Sarà presente inoltre chi oggi in Italia coltiva banane, avocado, passion fruit, bambù e arachidi, produce con successo mondiale caviale Made in Italy o ha introdotto coltivazioni specifiche per le tavole degli immigrati, insieme agli agricoltori custodi impegnati a conservare da generazioni prodotti con storie millenarie che saranno esposti per l’iniziativa.


    Nell’occasione sarà presentato lo studio Coldiretti sui primati dell’agricoltura italiana e l’impatto sull’occupazione nel 2015


    Dalle 10:30, la mattina sarà arricchita da un incontro all’Open Air Theatre di Expo con il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, cui parteciperanno il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina,il fondatore di Slow Food Carlo Petrini e il presidente dell’Osservatorio sulle Agromafie Giancarlo Caselli, insieme a rappresentanti del governo e delle istituzioni e responsabili delle forze sociali, economiche, sindacali e politiche.


     

     

  • Happy holidays

    Happy holidays and best wishes for joy and peace

  • Haylage blades

    Haylage blades are practical and heavy duty and suitable for high power tractors. Can be tailored to the customer’s specifications.

  • I DATI METEOROLOGICI: UN VALIDO AIUTO DELL'AGRICOLTURA DI PRECISIONE

     

    Sappiamo tutti che il lavoro dei campi è regolato dal clima. Un tempo i detti popolari guidavano l'agricoltura, ma oggi, per contrastare il cambiamento climantico, viene in aiuto del contadino l'agricoltura di precisione.

  • I vantaggi della semina diretta

    «L'impegno per la produzione di un grano di qualità ha un impatto diretto sulla dieta mediterranea che l'Unesco ha riconosciuto come uno dei patrimoni culturali immateriali dell'umanità. L'importanza della Semina Diretta si inserisce quindi in un contesto globale». Così il segretario generale della Commissione nazionale per l'Unesco, Enrico Vicenti, ha salutato il primo GraNotill Day, convegno nazionale su semina diretta e coltivazione del grano duro patrocinato dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (lunedì nella sala dell'Istituto di S. Maria in Aquiro del Senato della Repubblica). 


    Un evento organizzato da Semina Diretta 2.0, associazione impegnata nella tutela dell'ambiente attraverso la promozione della coltivazione cerealicola senza aratura. Poco praticata in Italia, la semina diretta è una tecnica di agricoltura conservativa che consiste nel non lavorare il terreno, preservando così la sostanza organica e l'ecosistema presente negli strati superficiali del suolo e riducendo sensibilmente le emissioni di CO2. Tutti benefici acclarati, tanto che nel mondo sono circa 130 milioni gli ettari coltivati con questa tecnica: più o meno il 9% della superficie agricola utilizzata. 


    «Queste superfici sono però concentrate prevalentemente nel continente americano – spiega il professor Dario Giambalvo, docente di scienze agrarie all'Università di Palermo e membro del comitato scientifico di Semina Diretta 2.0 – . In Europa la diffusione è contenuta e in Italia rappresenta meno dell'1% del suolo coltivato». Come mai? «Mentalità, tradizione o spesso pregiudizi. Ma anche mancanza di politiche che ne promuovano la diffusione e la frammentazione delle aziende che la praticano. La semina diretta richiede meno lavoro e da risultati equivalenti al alvorato, tuttavia è necessario applicarla correttamente». 


    Dello stesso avviso il professor Rodolfo Santilocchi, docente di Agronomia all'Università Politecnica delle Marche, anche lui membro del comitato di Semina diretta 2.0. Santilocchi ha impostato una prova di non lavorazione nel '93, la prima in Italia, favorendo la diffusione della pratica nella sua regione: «Nelle marche ci sono ora circa 200 seminatrici, gli agricoltori risparmiano dai 250 a 350 euro a ettaro e, in media, 100 kg di gasolio, impiegando meno acciaio e meno gomma». Ma i vantaggi economici, anche sommati agli evidenti benefici per l'ambiente, non sembrano essere sufficienti per una più ampia diffusione di questa pratica agricola. In buona parte questo è dovuto «alla carenza di informazioni e alla difficoltà di accesso alle stesse – ha spiegato il professor Francesco Zecca dell'Università la Sapienza di Roma –. C'è poi la frammentazione legislativa dovuta alla mancanza di un coordinamento nazionale della semina diretta». 


    Sulla stessa lunghezza d'onda Patrizia Marcellini, coordinatrice del settore Grandi Colture dell'alleanza delle Cooperative Agroalimentari: «L'Italia non può avere venti agricolture diverse. I contributi devono essere armonizzati secondo linee generali e nazionali». Senza contare che la tecnica, pur essendo «un valido aiuto per l'azienda agricola, non basterà a risolvere i problemi se però non si interviene anche sulla filiera», come fatto presente dal dott. Pierdomenico Ceccaroni, della federazione nazionale cereali alimentari di Confagricoltura. Condizioni queste che non possono essere superate semplicemente con incentivi statali: «Lo sviluppo della semina diretta, al di là di finanziamenti pubblici che dovranno tener conto dei punti deboli della catena, passa attraverso due concetti – spiega Luca Bianchi, capo del Dipartimento delle politiche per la qualità agroalimentare del ministero delle Politiche agricole – una certificazione della tecnica in azienda e un'accettazione dei suoi vantaggi presso il consumatore. Crediamo comunque nei benefici che la tecnica può offrire ad agricoltura ed ambiente, può essere una grossa opportunità».

    Fonte: Avvenire.it

  • Il Decreto Agricoltura è legge

    Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che è stato approvato dal Senato della Repubblica in via definitiva la legge di conversione del decreto legge per il rilancio dei settori agricoli in crisi, per il sostegno delle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e per la razionalizzazione delle strutture ministeriali. 

    Il provvedimento interviene in particolare a favore delle filiere del latte e dell'olio, e contiene misure per l'accesso al fondo di solidarietà nazionale per le imprese agricole che hanno subito danni a causa delle piogge alluvionali nel corso dell'anno 2014 e fino all'entrata in vigore della legge di conversione e delle infezioni di organismi nocivi ai vegetali, come la Xylella fastidiosa, nel corso degli anni 2013, 2014 e 2015. 

    "Mettiamo un altro tassello importante - ha commentato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina - per il rilancio dell'agricoltura italiana. Siamo intervenuti su settori chiave come quelli del latte e dell'olio, con azioni che mirano alla tutela del reddito dei produttori. Ringrazio i parlamentari, in particolare quelli delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato, per il grande lavoro fatto in queste settimane, ad esempio sul sostegno per le imprese agricole colpite da calamità naturali e da infezioni di tipo fitosanitario come la Xylella. Il 2015 è iniziato con segnali positivi: 42 mila nuovi occupati in un anno, una crescita delle esportazioni agroalimentari che hanno toccato quota 11,9 miliardi di euro. Governo e Parlamento sono in campo al fianco delle imprese per sostenere lo sviluppo e l'occupazione". 

    "Questo decreto - ha dichiarato il Vice Ministro Andrea Olivero - contiene risposte puntuali a settori in crisi e insieme passaggi coraggiosi per la riorganizzazione delle filiere e degli enti controllati dal Ministero. Questo intervento segnala l'impegno forte del Governo, la sua capacità di ascoltare le opposizioni e di fare una sintesi, ringrazio tutte le forze parlamentari per il fattivo contributo a questo importante risultato."

     

    Fonte: Mipaaf

  • Il meglio della tecnologia agricola dal 16 al 19 marzo a Savigliano

    La 36° Fiera Nazionale della Meccanizzazione Agricola, in programma a Savigliano dal 16 al 19 marzo 2017, si presenta ricca di aspettative per l’anno appena cominciato da parte delle aziende produttrici ed esportatrici di macchine agricole.

  • Il Ministero approva un decreto irriguo

    Il Ministero delle politiche agricole, insieme a quello dell’ambiente ha approvato un provvedimento che consentirà di avere una visione completa delle quantità d'acqua a disposizione ed evitare gli sprechi.Si tratta di un provvedimento che migliorerà anche il lavoro dei consorzi di bonifica.

    In grande sintesi, il decreto ministeriale opererà per avere un sistema di monitoraggio dei consumi unitario e su base nazionale; maggiore precisione nelle misurazioni; la costituzione di un gruppo di lavoro interministeriale. Il documento approvato prevede una modalità unitaria a livello nazionale di monitoraggio dei volumi idrici prelevati, impiegati a fini irrigui e restituiti, superando, di fatto, la frammentazione di sistemi e metodologie che, fino ad oggi, hanno reso lacunose le modalità di raccolta e analisi delle informazioni disponibili sull’uso dell’acqua irrigua. Il documento, inoltre, dà indicazioni alle Regioni e alle amministrazioni pubbliche su dove e con che modalità inserire i misuratori di portata e di volume, con specifico riferimento ai contesti territoriali e alle strutture organizzative presenti sul territorio, in coerenza con la normativa europea sulle acque. Laddove risulta tecnicamente impossibile o economicamente svantaggioso procedere all’installazione di adeguati misuratori, le informazioni relative ai volumi vanno integrate con stime

     

  • In Svizzera cresce l'agricoltura biologica

    Secondo l'Ufficio federale di statistica (UST), nel 2014 in Svizzera si sono annoverate un po' più di 54'000 aziende agricole (-2,1% rispetto al 2013) su una superficie agricola utile stabile pari a circa un milione di ettari.

    L'agricoltura biologica risulta in continuo aumento ed è ormai praticata da oltre l'11% delle aziende.

    Il 2014 si caratterizza per la continuità rispetto al passato. Come gli scorsi anni, il numero di aziende agricole in Svizzera continua a scendere per attestarsi a 54'046, pari a una diminuzione del 2,1% rispetto al 2013. Nello stesso arco di tempo, la superficie agricola utile rimane stabile a 1,05 milioni di ettari ed è per la maggior parte occupata da superfici inerbite (71%) e da colture granarie (14%), principalmente grano e orzo.

    Nonostante la diminuzione generale del numero di aziende agricole, sono sempre più numerose quelle che adottano l'agricoltura biologica (+2,4%). Nel 2014, 6195 aziende hanno optato per questo sistema produttivo, ovvero l'11,5% del totale, estendendo così la coltura biologica a circa 134'000 ettari. La produzione biologica è assai diffusa anche tra gli allevatori, visto che è stata adottata dal 13% delle aziende detentrici di bestiame.

    L'effettivo bovino delle aziende agricole ammonta a 1,56 milioni di capi, dei quali oltre un terzo (38%) sono vacche lattifere. L'effettivo delle pecore (403'000 capi) conferma la lenta diminuzione che si constata da vari anni, mentre il numero di capre si è stabilizzato intorno agli 88'000 capi. La tendenza al rialzo caratterizza invece anche nel 2014 l'allevamento avicolo: il numero di galline ovaiole e di polli da ingrasso è aumentato del 6,4% rispetto al 2013.

     

    Fonte: salutedomani.com

     

  • innovazione e credito per il ricambio generazionale

    Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che sono operative le misure del pacchetto 'Generazione Campolibero'. Mutui a tasso zero, credito per favorire l'imprenditoria giovanile, fondi per supportare la nascita e lo sviluppo di start up agri-food, ma anche più innovazione con il credito di imposta per il commercio elettronico di prodotti agroalimentari.

    Un piano da 160 milioni, tra risorse interne e fondi Ismea-Bei, che ha l'obiettivo di favorire il ricambio generazionale, sostenendo il comparto e creando nuovi sbocchi occupazionali.

    "Nel 2015 abbiamo avuto quasi 20mila nuovi posti di lavoro per i giovani in agricoltura, con un incremento del 12% rispetto al +4% del settore e al +1% dell'occupazione in Italia.

    Sono numeri - afferma il Ministro Maurizio Martina - che ci dicono del potenziale di questo comparto e che vogliamo far crescere ancora. Il nostro obiettivo è anche quello di aumentare le imprese gestite da under 40. Oggi siamo al 5% del totale contro una media europea dell'8%. È una sfida cruciale, vogliamo liberare le energie giovani per dare forza alla nostra agricoltura. Nei due anni di Governo abbiamo costruito azioni utili proprio per raggiungere questo obiettivo.

    Dallo scorso anno abbiamo aumentato gli aiuti europei destinati alle aziende condotte da giovani del 25% per 5 anni. Con gli strumenti operativi da questi giorni interveniamo sul fronte cruciale del credito e del sostegno agli investimenti innovativi. Investire in agricoltura non significa guardare al passato, ma interpretare con strumenti nuovi il futuro.

    L'Italia può essere assoluta protagonista del rinnovamento agroalimentare europeo e lo dimostrano le tante esperienze che abbiamo valorizzato con Expo Milano 2015. Il Governo è in campo per consentire ai nostri ragazzi di avere i piedi nella terra e la testa al mondo".

    Le azioni nel dettaglio sul sito del MIPAAF

  • INVERNO freddo e NEVE tornano su mezza EUROPA a metà DICEMBRE

    Nel corso dei prossimi giorni un lembo del vortice polare raggiungerà l'Europa settentrionale.

  • L'AGRICOLTURA DI PRECISIONE INTERESSA AI BIG DELL'AEROSPAZIO

     Negli ultimi anni il sistema agricolo è stato molto aiutato dalla tecnologia, trasformando l'agricoltura tradizionale in agricoltura di precisione.

  • L'Agricoltura è un mestiere per giovani

    Quello dell'agricoltore torna ad essere un mestiere per giovani, grazie al traino di Expo, alla crescita di interesse (e di valore) del mercato dei prodotti "sani" della terra e all'impiego crescente di tecnologie avvenieristiche e raffinate.

    A fare il punto su questo rapporto che si va rinsaldando è stata la Coldiretti, in occasione di un evento del Mipaaf "Agrogeneration" che ha presentato molti spunti interessanti a riguardo. Secondo l'associazione dei coltivatori, nel 2016 sono aumentati del 12% i ragazzi italiani under 35 anni che hanno scelto di lavorare in agricoltura: una nuova generazione di contadini, allevatori, pescatori e pastori che costituiscono uno dei principali vettori di crescita del settore agroalimentare italiano grazie a una capillare e rapida acquisizione di processi innovativi che spingono l'occupazione.

    L'incremento è diffuso sia tra i ragazzi (+16%) che per le ragazze (+5%), "a testimoniare che l'appeal del settore agricolo tra i giovani è ormai trasversale ai generi". Un risultato record rispetto al dato generale che vede l'occupazione giovanile nei vari settori crescere dell'1%, si sottolinea, e che si caratterizza anche per essere un lavoro "di qualità": tra le new entry giovanili nelle campagne, ben la metà è laureata, il 57% ha fatto innovazione, ma soprattutto il 74% è orgoglioso del lavoro fatto e il 78% è più contento di prima.

    Probabilmente, sia per l'ingresso di questi giovani altamente istruiti, sia perché la stessa agricoltura sta cambiando il passo, il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha potuto dar vita, all'Universita' di Catania, all'evento Agrogeneration, che si è caratterizzato proprio per la presenza della tecnologia. Dagli studi spaziali per la produzione di cibo ai droni per il controllo dei terreni, dall'impiego di materiali alimentari di recupero per le stampanti 3D a sistemi di ottimizzazione dell'uso delle acque a macchine di precisione per i controlli. L'agricoltura italiana si presenta così sempre più come un lavoro "di precisione", che per questo ha i giovani come protagonisti.

    Fonte: repubblica.it

  • L'embargo russo e il made in Italy

     

    La decisione dei ministri degli Esteri europei di estendere per altri sei mesi le sanzioni alla Russia ha, a sua volta, fatto decidere a Mosca di prolungare per un anno l'embargo sui prodotti europei già in atto su carne, latticini, frutta e verdura. Si parla adesso di pesce e prodotti caseari derivati da grassi vegetali.

     

    Escludendo vini, bevande e alimenti per l'infanzia, l'embargo russo ha già causato perdite per cento miliardi all’economia europea.

    L’ultima decisione di Mosca suona come un vero e proprio allarme che la Coldiretti lancia con uno studio sugli effetti sul made in Italy: le esportazioni agroalimentari verso la Russia sono dimezzate (-51,1%) nel primo trimestre del 2015 e sono del tutto azzerate per l'ortofrutta, i formaggi e la carne e derivati.
    In generale le esportazioni italiane sono infatti scese dell'11,6% a quota 9,5 miliardi e quelle russe hanno perso il 20% a quota 16 miliardi, e a giudicare dall'andamento dei primi mesi del 2015, la tendenza al ribasso sta aumentando. Senza considerare che l’impossibilità di esportare sul mercato russo provoca un eccesso di prodotti europei, e quindi anche italiani, sul mercato Ue con conseguente crollo dei prezzi. 

    Un altro fatto preoccupante è il made in italy tarroccato. L’impossibilità di importare prodotti italiani sta aumentando il fenomeno di imitazione sul mercato russo, dai salumi ai formaggi con imitazioni di mozzarella, robiola o “parmesan”. Questo alla luce del fatto che la Russia è abituata ad importare il 40 per cento dei prodotti alimentari che consuma, 43 miliardi di dollari in totale nel 2013, e il 9,9 per cento viene importato proprio dai Paesi Ue. Ecco che le esportazioni Il prezzo da pagare per i produttori europei cambia naturalmente in base al peso del mercato russo: per la frutta rappresenta il 27% delle esportazioni Ue, per la verdura il 21,5%.

     

    Fonte: agronotizie.it

     

  • L'unione fa la forza

    "L'unione fa la forza e aiuta a crescere" è il titolo del redazionale uscito sull'ultimo numero del Rivenditore Agricolo e dedicato al Consorzio AGROITA.

    Al seguente link è possibile scaricare l'articolo intero http://www.calameo.com/read/001957920add10de4f84a

  • L’agricoltura traina il PIL

    Con l’agricoltura si mangia, verrebbe da dire parafrasando la frase di un ministro italiano che qualche anno fece molto discutere. Anche l’uscita dei dati Istat sul Pil italiano nel secondo trimestre del 2016 fa accapigliare, come di consueto, tutte le forze politiche: rispetto ai primi tre mesi dell’anno, il prodotto interno lordo (corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato) resta invariato. Su base tendenziale annua, gli analisti registrano un aumento dello 0,8% anziché lo 0,7% stimato in precedenza.

    Tradotto in parole povere, il Paese resta in crescita zero rispetto all’inizio di quest’anno (la cosiddetta variazione congiunturale), ma migliora rispetto alla performance registrata nel trimestre aprile-giugno 2015 (la variazione tendenziale).

    Insomma ci sono buoni motivi per vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, a seconda che ci si riferisca all’anno scorso o agli ultimi mesi. Il settore industriale ad esempio perde lo 0,6% su base trimestrale (registrando però una crescita di pari consistenza rispetto al 2015), mentre i servizi agguantano nello stesso periodo un +0,2% (+0,8% su base tendenziale).

    A crescere maggiormente, in entrambi i casi, è il settore primario: l’agricoltura mette a segno infatti un incremento dello 0,5% nel trimestre, che sale addirittura all’1,8% paragonato alla fotografia che l’Istat scattava un anno fa. È il lavoro dei campi e degli allevamenti, insomma, a trainare il nostro Paese un po’ più lontano dal baratro della crisi, in controtendenza rispetto a un vortice globale che negli ultimi anni sembrava non aver lasciato scampo a nessuno.

    Non può che essere una buona notizia per chi crede nelle possibilità di un mondo a lungo vilipeso: quanto spesso abbiamo sentito ripetere, in passato, che le produzioni agricole e alimentari erano un retaggio anacronistico in un Occidente sempre più votato ai servizi immateriali? Proprio quando sembrava a un passo dall’essere dimenticata l’agricoltura si è presa la sua rivincita, tornando a far parlare di sé e ad attrarre le energie di tanti giovani anche nelle aree più in difficoltà della penisola (vi ricordate la bella storia del mulino di Stefano, quella dei ragazzi che hanno riscoperto la coltivazione dell’albicocca di Scillato in Sicilia o della cooperativa anticamorra di Ercolano col suo pomodoro pizzuto?).

    Certo resta molto da fare, e molte domande interrogano la politica ogni giorno spesso senza trovare risposta (solo qualche giorno fa vi parlavamo della legge sull’agricoltura sociale, che a un anno dall’approvazione attende ancora di trovare applicazione). Ma lo sforzo quotidiano di tanti agricoltori, allevatori e artigiani del cibo non manca di produrre i suoi effetti, tanto da farsi carico di buona parte delle speranze che gli italiani affidano al futuro.

    Andrea Cascioli

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